RFID - Identificazione automatica a radiofrequenza.
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Home Page » Notizie sull'RFID » Progetti RFID » La NASA fa test in Antartide con l'RFID?
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20 Giugno 2008 - La NASA fa test in Antartide con l'RFID?in "Progetti RFID"Nell'ambito del programma di ricerche del Johnson Space Center della NASA e della National Science Foundation, l'istituto spaziale americano ha deciso di utilizzare chip RFID per monitorare temperatura e pressione dell'aria in alcune zone dell'Antartide.I test, basati sulla raccolta dati attraverso sensori a radio frequenza, si inseriscono in un progetto NASA che ha l'obiettivo di sperimentare un habitat gonfiabile che possa resistere in condizioni climatiche estreme, in vista di future missioni umane sulla Luna (in programma per il 2020) o su Marte. Per verificare se la struttura sia in grado o meno di garantire la sopravvivenza umana vengono usati due sistemi di tag e lettori RFID (uno attivo e l'altro passivo) che trasmettono via radio dati come la temperatura, la pressione dell'aria, le condizioni climatiche, il livello di CO2 ed il consumo di energia, ai laboratori di ricerca negli Stati uniti. L'habitat, situato vicino al centro di ricerca americano McMurdo Station, è stato sviluppato congiuntamente dalla NASA, dall'NFC (National Science Foundation) e da ILC Dover (fornitore di tute spaziali) ed ha una dimensione di circa 6-9 metri. Lo scopo è quello di creare una struttura leggera e facile da trasportare, ma allo stesso tempo in grado di riuscire a mantenere una temperatura interna di circa 13°C, anche nel caso la temperatura esterna scenda sotto i -56°C; per monitorare l'efficienza dell'habitat e delle apparecchiature, oltre ai sensori RFID (posizionati sia all'interno che nelle pareti gonfie d'aria) vengono usate anche due webcam. Considerato l'obiettivo finale del progetto, che prevede spedizioni in luoghi dove la manutenzione sarà pressoché nulla, si è optato una tecnologia, l'RFID, in grado di operare quasi totalmente in autonomia, come afferma anche David Scott Hafermalz, uno degli ingegneri che hanno lavorato sulle strumentazioni: “Stavamo cercando una tecnologia robusta a tal punto da sopportare i processi di stoccaggio e trasporto, e che richiedesse la minima manutenzione”. Il sistema di tag attivi e passivi consiste in chip a radio frequenza che trasmettono i dati ad un dispositivo informatico che li riceve, li identifica, li traduce e li invia via satellite al centro di controllo della NASA negli USA. Sebbene il progetto sia ancora in fase iniziale e siano state riscontrate difficoltà dovute a cali di potenza e all'adattamento della struttura alla sopravvivenza umana vera e propria, i risultati ottenuti attraverso l'RFID sono stati incoraggianti. Che l'identificazione a radio frequenza contribuisca a segnare l'inizio di una nuova era delle esplorazioni spaziali? Senza dubbio questa tecnologia si presta ad innumerevoli soluzioni e, siamo sicuri, non smetterà di sorprenderci anche negli anni a venire. Lascia il tuo commento!Hai trovato questo notizia interessante? Se vuoi dire la tua o qualsiasi altra cosa ti venga in mente, lascia il tuo commento! N.B. Tutti i campi sono obbligatori |
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