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13 Maggio 2008 - Difendere la rete RFID: semplicemente utile o addirittura necessario?

in "Progetti RFID"
Le applicazioni della tecnologia RFID trovano ogni giorno nuovi sbocchi, e le compagnie che decidono di snellire i processi di identificazione e tracciatura attraverso l'identificazione a radio frequenza sono sempre più numerose; tuttavia, la possibilità di manomettere i dati contenuti nei tag esiste, e la soluzione di NeoCatena è un firewall in grado di proteggere la rete RFID.

NeoCatena è una società californiana specializzata in sistemi di protezione per la tecnologia RFID e uno dei suoi fondatori, Lukas Grunwald, già nel 2004 aveva dimostrato, con il suo software RFDump, come i dati contenuti nei tag RFID potessero essere alterati.

Le polemiche legate alla sicurezza dei dati contenuti nei sensori a radio frequenza sono state molteplici, e così le richieste, gridate a gran voce, relative a sistemi di protezione atti a difendere l'RFID da intrusioni volte a carpire informazioni o soltanto a falsificarle artificiosamente.


Nonostante non siano ancora stati riscontrati problemi di questa entità nelle grandi industrie che utilizzano l'RFID, la possibilità di manipolare i dati contenuti nei chip è reale, ed è in questo contesto che si inserisce il progetto di NeoCatena, fondata proprio da Grunwald, con il socio Boris Wolf, nel 2006.

Il nuovo sistema ideato dai due, conosciuto come RF-Wall ed attualmente ancora in fase Beta, agisce interponendosi come un firewall vero e proprio tra il reader RFID ed il server in fase di lettura dei dati: il suo scopo è identificare i tag contraffatti o clonati e proteggere il sistema da virus e malware che potrebbero essere contenuti nei chip, oltre, naturalmente, a segnalare le situazioni in cui i dati contenuti siano stati modificati o manomessi.

L'RF-Wall consentirebbe di identificare, ad esempio, carte di accesso o passaporti (nei quali i dati siano registrati in sensori a radio frequenza) che siano state clonate o falsificate, stock di merci i cui dati o il prezzo siano stati alterati, o addirittura di bloccare le carte di pagamento basate sull'RFID il cui credito sia stato incrementato in modo fraudolento.

Senza dubbio esistono situazioni in cui l'autenticità dei dati risulta davvero essenziale (in caso i dati contengano, ad esempio, informazioni sanitarie, crediti in denaro, dati personali ecc.) ed altre in cui un malfunzionamento può avere impatti di minore entità; tuttavia quello della sicurezza dei dati è un tema a cui è difficile restare insensibili.

Il software di NeoCatena si basa sull'algoritmo di digital signature HMAC (del quale i due soci hanno l'esclusiva nel campo dell'RFID) ed è impostato per fermare la trasmissione dei dati e lanciare un avviso in caso il chip RFID letto non sia conforme agli standard inseriti, oppure risulti essere stato modificato in date differenti da quelle stabilite per le varie fasi del suo processo.

NeoCatena offre in aggiunta servizi di auditing e programmi di gestione (RF-Manager) per supportare il suo sistema di protezione che, a causa della varietà di sensori e di lettori utilizzati nella tecnologia RFID (che lavorano a frequenze differenti), resta da implementare sotto molti aspetti.

Un altro punto che gioca purtroppo a sfavore del nuovo progetto dei due intraprendenti specialisti dell'identificazione a radio frequenza sembra essere inoltre il costo del sistema, che può oscillare tra i 16.000 e i 39.000 euro circa.

Un investimento che, se sommato a quello necessario per introdurre l'RFID nella propria azienda, è senza dubbio ingente e non garantisce ritorni immediati, pur permettendo di ammortizzare la spesa con risparmi costanti.

Nonostante questo il sistema, sebbene ancora in fase sperimentale, sembra, a detta dei suoi ideatori, aver già destato l'attenzione di alcune grandi realtà industriali che da anni si servono dell'RFID e che, per questo, intendono proteggere i loro processi di identificazione e tracciatura con l'RF-Wall (si parla di una grande industria farmaceutica americana e di una società asiatica attiva nella supply chain).

Lasciamo ai commenti dei nostri lettori le considerazioni su quanto il nuovo progetto di NeoCatena sia necessario, o soltanto utile.

Certo è che le aziende che hanno deciso fin dagli albori di credere nell'identificazione a radio frequenza (e con disponibilità finanziarie elevate), saranno le prime a prendere in considerazione la possibilità di proteggere la loro rete RFID; gli altri, dal canto loro, è più probabile attendano il momento in cui proteggere l'RFID diventi essenziale, o semplicemente il calo del prezzo di un sistema il cui costo non è certo alla portata di tutti.


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