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5 Maggio 2008 - Health Link: la nuova sfida di VeriChip per l'RFID sottocutaneo

in "Software RFID"
Dopo la tiepida accoglienza dei progetti precedenti, VeriChip, società americana specializzata nella produzione di microchip RFID destinati all'impianto sotto la cute degli esseri umani, tenta nuovamente di far decollare il suo progetto di business con una nuova campagna di marketing, l'Health Link.

VeriChip progetta da anni sensori a radio frequenza destinati all'inserimento sottopelle (sensori più o meno delle dimensioni di un chicco di riso), pubblicizzandone caldamente i possibili vantaggi (identificazione più rapida nei più svariati contesti, facilità di ricerca in caso di smarrimento o scomparsa, ecc); tuttavia, pur avendo ottenuto il via libera dalle istituzioni americane (tra cui la Food and Drugs Administration) per commercializzare chip RFID da impiantare su esseri umani, il progetto, dopo essere stato osteggiato vivamente sul web (e non solo) a causa delle implicazioni riguardanti la privacy, è naufragato definitivamente a causa di alcune voci su possibili danni alla salute provocati dagli stessi chip RFID.

Nonostante i numerosi stop, VeriChip non ha intenzione di demordere, tanto che, intorno agli ultimi giorni di aprile, ha dato il via nel sud della Florida ad una intensa campagna promozionale per convincere circa 1.000 volontari a farsi iniettare, nella pelle del braccio destro, un sensore a radio frequenza (un tag passivo da 134 kHz con un ID personale di 16 cifre) contenente i dati sanitari personali. Il progetto si chiama Health Link (per una nuova strategia di marketing, visto che un richiamo all'azienda, come per il prodotto precedente “VeriMed”, molto contestato, potrebbe influenzare negativamente la campagna) e comprende anche l'accordo che VeriChip ha stipulato con più di 900 ospedali (solo 16 parteciperanno alla sperimentazione, gli altri si dovrebbero aggiungere gradualmente in caso di riscontri positivi), dotati di reader RFID per consentire al personale medico di leggere i tag impiantati nei futuri pazienti.


Lo scopo è quello di velocizzare il riconoscimento dei pazienti all'arrivo nella struttura medica, soprattutto in caso di incoscienza o stato confusionale, consentendo al personale dell'ospedale di accedere immediatamente ai dati personali e clinici del soggetto.

Ad oggi solo poco più di 600 persone (il numero è relativo ai soli Stati Uniti) sono dotate di un tag RFID sottopelle, e lo scopo della nuova campagna è quella di riuscire ad impiantare il chip in altri 1.000 volontari, principalmente persone a rischio dal punto di vista sanitario e per questo maggiormente interessate all'efficacia della soluzione proposta da VeriChip.

L'estrema scarsità di riscontri ottenuti da VeriChip nelle campagne passate, e di conseguenza la quasi assenza di pazienti ricoverati con un chip RFID sottocutaneo, non permette al personale medico di rendere lo scanning delle braccia (per verificare la presenza del sensore) una pratica standard, e rende difficile il decollo dell'Health Link.

La preoccupazione per la propria privacy rimane alta, e, collegata ad una sorta di “paura del tag” legata alla possibilità di tumori causati dai sensori sottocutanei, continua a tenere lontana la popolazione da quello che potrebbe essere il primo passo di una vera e propria rivoluzione basata sulla tecnologia RFID. Il costo dell'impianto, di circa 149 dollari, pur non essendo eccessivo, non fa che disincentivare ulteriormente i possibili clienti dal farsi applicare il chip a radio frequenza.

Il business model di VeriChip è in grado di generare discussioni spinose e, superata la prima fase di valutazione dei pro e dei contro di un chip a radio frequenza integrato al corpo umano, porta a riflettere su molte delle conseguenze che seguirebbero nel caso la tecnologia RFID si dovesse diffondere in questo contesto.

Se la campagna Health Link di VeriChip riuscirà nell'intento, ed altri 1.000 o più sensori verranno impiantati in altrettanti esseri umani, il progetto verrà considerato un successo e verrà promosso in molte altre zone degli Stati Uniti. Se, al contrario, dovesse naufragare non riscuotendo il successo sperato, l'intero modello di business della società, secondo le dichiarazioni del CEO di VeriChip Scott Silverman, verrà rivisto fin dalle fondamenta. Una sfida che potrebbe portare a molti successi o molti fallimenti.

Non resta che attendere il risultato.


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