RFID - Identificazione automatica a radiofrequenza.
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Home Page » Notizie sull'RFID » Soluzioni RFID » Sanità pubblica e RFID: l'inizio di una nuova era?
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21 Aprile 2008 - Sanità pubblica e RFID: l'inizio di una nuova era?in "Soluzioni RFID"Le applicazioni possibili sono molteplici, il risparmio e lo snellimento dei processi sono assicurati: l'identificazione a radio frequenza si fa largo conquistando spazi importanti anche nella sanità pubblica, nell'ambito del sempre più sentito bisogno di innovazione che coinvolge le istituzioni statali.Le sperimentazioni della tecnologia RFID nella sanità pubblica si stanno diffondendo rapidamente, e comprendono le soluzioni più svariate, dalla semplice localizzazione dei pazienti all'interno delle strutture ospedaliere o dal riconoscimento dei neonati, al monitoraggio dei processi di sterilizzazione, farmaci e sacche di sangue destinate alle trasfusioni, fino alla gestione delle cartelle cliniche. La notizia, riportata anche da PubblicaAmministrazione.net, era in circolazione già da tempo nei portali web che trattano di innovazione tecnologica in campo medico, a testimonianza di come lo sviluppo tecnologico abbia reso accessibile e vantaggioso l'RFID, già utilizzato con successo in numerosi altri settori industriali e civili (basti pensare alla tracciabilità dei prodotti in supply chain o all'identificazione dei tifosi inglesi al loro ingresso negli stadi). Progetti pilota, sebbene atti, in questo periodo iniziale, soltanto a snellire processi piuttosto circoscritti sono stati avviati in numerose strutture del milanese. L'Ospedale Luigi Sacco, ad esempio, ha predisposto chip RFID per identificare i pazienti terminali a cui somministrare cure a domicilio e per monitorare le apparecchiature mediche della struttura. Il controllo, tramite tag a radio frequenza, delle sacche di sangue destinate alle trasfusioni, che all'Ospedale Luigi Sacco è ancora in via di attuazione, è invece già attivo, sempre a Milano, all'Ospedale San Raffaele e al Reparto Trapianto Midollo Osseo della Fondazione IRCCS, Istituto Nazionale dei Tumori. L'applicazione di sensori RFID alle sacche destinate alle trasfusioni ed in futuro ad ogni provetta di sangue, lette dai reader in dotazione alle strutture sanitarie, garantiscono la sicurezza dell'identificazione durante tutti gli spostamenti, riducendo a zero il rischio di errore e di pericolo per i pazienti. L'iniziativa più ambiziosa è stata tuttavia intrapresa dall'ISMETT di Palermo ( Istituto Mediterraneo per i Trapianti e Terapie ad Alta Specializzazione), dove la tecnologia RFID viene utilizzata per raccogliere tutte le informazioni dei pazienti in una cartella clinica elettronica. I dati immagazzinati nel tag (chip passivi funzionati alla frequenza standard di 13,56 MHz) sono costantemente monitorati dai reader RFID che, tramite collegamenti USB, possono scaricare tutti i dati ai PC del personale medico, collegati via wireless al sistema informatico centrale. La cartella clinica diventa in questo modo completamente elettronica e, grazie alla disponibilità in tempo reale delle informazioni, contribuisce notevolmente a velocizzare i processi sanitari. I problemi iniziali riscontrati nell'applicazione della Radio Frequency Identification in ambito ospedaliero, legati alla possibilità di interferenze dei tag con i macchinari medici o alla resistenza all'acqua e ai processi di sterilizzazione, sono stati superati, ed il successo dei nuovi progetti fa ben sperare per il futuro. Che l'RFID rappresenti un tassello da non sottovalutare per il rinnovamento della sanità pubblica è un dato di fatto; la speranza è che le applicazioni future della tecnologia riescano a riempire anche gli altri spazi, lasciati ancora vuoti, di questo fondamentale, enorme mosaico. Lascia il tuo commento!Hai trovato questo notizia interessante? Se vuoi dire la tua o qualsiasi altra cosa ti venga in mente, lascia il tuo commento! N.B. Tutti i campi sono obbligatori |
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