RFID - Identificazione automatica a radiofrequenza.
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Home Page » Notizie sull'RFID » Progetti RFID » La tecnologia RFID proteggerà il vino di qualità?
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14 Aprile 2008 - La tecnologia RFID proteggerà il vino di qualità?in "Progetti RFID"Con sofisticati tag RFID collocati nei tappi o nelle etichette è possibile, oltre a monitorare tutti i passaggi delle bottiglie di vino dal produttore al consumatore, anche controllarne la temperatura e garantirne l'autenticità al cliente finale.Sebbene i progetti si stiano sviluppando, nel settore vinicolo, ancora molto a rilento, l'utilizzo dell'identificazione a radio frequenza sembra riscuotere successo e consensi nell'ambiente grazie alle numerose possibilità che garantisce a fronte di costi di applicazione non eccessivi. Il connubio tra il vino e l'RFID è tornato in auge in questi giorni, sebbene alcuni utilizzi fossero già presenti in Italia, anche in concomitanza con l'importante manifestazione di settore, Vinitaly, e dello scandalo relativo alla contraffazione di vini pregiati da parte di speculatori senza scrupoli. L'Italia ha visto crescere l'uso della tecnologia di Radio Frequency Identification nel settore vinicolo, grazie all'iniziativa di Arnaldo Caprai, produttore del Sagrantino di Montefalco, che utilizza il chip RFID passivo collocato nel tappo sintetico delle bottiglie non solo per migliorarne il monitoraggio in supply chain, ma anche per immagazzinare informazioni dettagliate sul prodotto destinate al consumatore (che potrà consultarle anche con il proprio telefono cellulare, se dotato di un lettore a radio frequenza). Il trasponder RFID utilizzato, “SmartCorq”, brevettato dall'azienda bolognese LAB ID S.r.l e distribuito da Perbacco lavora ad una frequenza radio di 13.56 MHz (ed è per questo compatibile con tutti i reader RFID attualmente a disposizione) e viene utilizzato dalla cantina di Caprai per il progetto “Contemporare” , che comprende ogni anno circa 200 bottiglie di Sangiovese in edizione limitata. Come riporta RFIDItalia anche la Francia ha deciso di tutelare la propria produzione enologica dotando di un chip RFID semi-attivo le bottiglie del proprio vino, per osservarne e mantenerne la qualità ed evitarne lo smarrimento durante i processi di distribuzione e per permettere al consumatore di provarne l'autenticità. Il progetto della società franco-americana eProvenance consente inoltre di tenere sempre sotto controllo, attraverso la lettura dei dati contenuti nel sensore a radio frequenza, la temperatura del vino nella bottiglia, potendone in questo modo garantire la perfetta conservazione. Proteggere la produzione di vino dalla contraffazione, dai furti, dagli smarrimenti e dalla perdita di qualità è dunque possibile, e non richiede nemmeno sforzi eccessivi: i costi della tecnologia RFID, vista la sua crescente diffusione, stanno diminuendo notevolmente e il risparmio che l'identificazione via radio garantisce nei processi di distribuzione ed inventario sono il preludio di una vera e propria rivoluzione dell'industria enologica. Lascia il tuo commento!Hai trovato questo notizia interessante? Se vuoi dire la tua o qualsiasi altra cosa ti venga in mente, lascia il tuo commento! N.B. Tutti i campi sono obbligatori |
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