RFID - Identificazione automatica a radiofrequenza.
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Home Page » Notizie sull'RFID » Software RFID » Anche la Premiership si affida all'RFID: a quando l'arrivo in Italia?
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31 Marzo 2008 - Anche la Premiership si affida all'RFID: a quando l'arrivo in Italia?in "Software RFID"Molte squadre del massimo campionato del calcio inglese, spesso precursore dei tempi e modello per gran parte delle altre federazioni europee, hanno deciso di adottare la tecnologia di identificazione a radio frequenza (RFID) per velocizzare ed automatizzare l'accesso dei tifosi negli stadi. Ormai già da qualche anno, molte squadre del calcio britannico hanno deciso di introdurre, in maniera più o meno sperimentale, tessere elettroniche dotate di un tag RFID (ognuno contenente un ID univoco) da destinare ai propri abbonati. Società del calibro di Fulham, Coventry, Reading, Wigan e Manchester City, grazie al posizionamento presso i tornelli dei propri stadi di reader RFID in grado di leggere il contenuto dei chip passivi all'interno delle tessere distribuite ai tifosi, sono riuscite a diminuire di ben 4 volte i tempi di accesso alle strutture. Ad esempio i 46 lettori RFID posizionati presso le entrate di Craven Cottage, lo stadio dove il Fulham gioca i propri incontri casalinghi, riescono, grazie alla Radio Frequency Identification, a rendere libere e percorribili aree in precedenza dominate da lunghissime code, migliorando anche, in questo modo, il livello di sicurezza fuori dal complesso sportivo. Mentre nel Regno Unito l'iniziativa non fa che migliorare ulteriormente una situazione ormai ampiamente sotto controllo, è strano realizzare come non sia stata abbracciata con solerzia anche dalla Serie A italiana (alcuni stadi stanno prendendo in considerazione l'idea di biglietti con chip RFID ma solo per San Siro il progetto è in via di attuazione), dove ormai gli incidenti sembrano essere fuori controllo e le strutture ben lungi dall'essere moderne e all'avanguardia. Le tessere contenenti il chip a radio frequenza utilizzate in Inghilterra funzionano in maniera molto semplice: i dati della partita di calcio (o delle partite) per cui il possessore ha pagato vengono registrati nella card per poi essere letti dai reader RFID allo stadio e, al termine del match, possono essere sovrascritti da quelli per la partita successiva. Comodità e rapidità per gli oltre 20.000 abbonati e tifosi della squadra di Londra, che molto presto potranno, con la medesima carta RFID, vedere la propria squadra del cuore e approfittare allo stesso tempo degli altri servizi presenti allo stadio. Proprio l'idea di una card multiuso contenente un chip RFID è stata già abbracciata, in via sperimentale, dal Manchester City Football Club, il club guidato dall'ex allenatore della Lazio Sven Goran Eriksson: oltre a facilitare l'ingresso allo stadio infatti, la RFID card (dotata di un tag passivo per l'identificazione a radio frequenza a 13,56 Mhz) serve anche da carta di credito prepagata, con cui i circa 3.800 abbonati del Manchester City che hanno aderito all'iniziativa possono acquistare bevande, cibo e prodotti negli shop presenti all'interno e all'esterno dello stadio. Il credito delle card (realizzate dal Manchester City grazie alla collaborazione di società come MasterCard, Fortress Gb, Altair Financial Services International e Bank of America), registrato nel sensore a radio frequenza, può essere ricaricato online o presso gli sportelli degli istituti di credito e rappresenta un passo sostanziale verso il futuro. Una sperimentazione, iniziata a Manchester il 16 marzo e della durata di 6 mesi, che prevede dunque una sola carta per l'identificazione, l'ingresso e gli acquisti, e che grazie alla tecnologia RFID rende ogni processo semplice ed automatico. Se questo progetto innovativo legato all'identificazione a radio frequenza otterrà anche nel calcio inglese il successo che tutti si aspettano, avremo davanti agli occhi l'ennesimo esempio di come la tecnologia RFID può contribuire non poco, velocizzando e rendendo più comodi molti passaggi, a ridurre le occasioni di insofferenza ed a rendere in questo modo gli stadi di calcio meno caotici. Che l'idea venga come sempre dal calcio inglese non è una novità. Non resta che attendere fino a quando anche in Italia, dove i progetti sono molti ma ancora in fase di valutazione, qualcuno contribuisca, per la gioia di tutti gli appassionati, a svilupparla e a renderla davvero efficace. Lascia il tuo commento!Hai trovato questo notizia interessante? Se vuoi dire la tua o qualsiasi altra cosa ti venga in mente, lascia il tuo commento! N.B. Tutti i campi sono obbligatori |
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