RFID - Identificazione automatica a radiofrequenza.
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Home Page » Notizie sull'RFID » Progetti RFID » L'ONU pensa al RFID per migliorare la supply chain della distribuzione di aiuti umanitari
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11 Ottobre 2007 - L'ONU pensa al RFID per migliorare la supply chain della distribuzione di aiuti umanitariin "Progetti RFID"Il membro dell'ONU David Nabarro propone l'RFID come possibile soluzione per aiutare la distribuzione di aiuti umanitari: le grandi aziende risponderanno all'appello?Nel corso di una conferenza tenutasi a New York durante la settimana in corso, una sponsorizzazione insapettata verso l'utilizzo della tecnologia RFID è arrivata grazie all'intervento di David Nabarro, coordinatore presso gli uffici dell'ONU delle risposte all'emergenza influenza aviaria e umana, come riportato dal sito News.com a questo indirizzo. Parlando delle difficoltà che si è soliti incontrare nel processo di distribuzione degli aiuti umanitari in caso di emergenze climatiche o situazione di guerra, Nabarro ha sottolineato come l'impossibilità di tracciare e avere sotto controllo con precisione i materiali a disposizione ne causano spesso consegne inefficaci, irrazionali o addirittura sprechi, riducendone drasticamente l'impatto positivo sulle popolazioni a cui sono destinate. A tal proposito Nabarro ha notato come siano sempre di più le grandi aziende a livello mondiale, come Wal-Mart, o i dipartimenti della difesa che hanno scelto la tecnologia RFID per monitorare quantità e tipologie di prodotti paragonabili a quelli coinvolti nelle operazioni di soccorso su larga scala. Pertanto perché non pensare di applicarli direttamente alle operazioni guidate proprio dalle Nazioni Unite? "Il tracking e le procedure inventariali garantite dall'utilizzo della radiofrequenza potrebbero fare una differenza enorme sull'efficacia dei nostri interventi", ha sostenuto Nabarro di fronte a un pubblico composto da rappresentati di organizzazioni governative e del mondo industriale USA. Per portare un esempio concreto, il rappresentate dell'ONU ha parlato di chip RFID da posizionare all'interno dei container, in grado di segnalare eventuali tentativi di furto, sabotaggio, segnali di deterioramento o anche semplicemente la corretta destinazione di un carico, che troppo spesso viene confusa nell'agitazione di un momento di crisi. Certamente lo sviluppo di un'applicazione dedicata non è privo di ostacoli: le particolari condizioni ambientali in cui ci si trova spesso ad operare rendono probabili i rischi di interferenze o di assenza di energia elettrica per lunghi periodi, che devono essere messe in conto in fase di progettazione. Infine, come ha sottolineato Nabarro prima di chiudere il proprio intervento, ovviamente tag e lettori RFID in questione dovrebbero essere anche economici: "Quello che sto cercando è qualcuno che possa venire e offrirci 10.000 tag RFID e 100 lettori ad un prezzo incredibilmente contenuto". La sfida si presenta sicuramente complessa, ma allo stesso tempo stimolante: se alle parole di Nabarro seguiranno azioni concrete per cercare uno o più partner con cui lavorare siamo certi che, a fronte dei numeri coinvolti, i grandi nomi del panorama mondiale RFID non staranno certo a guardare. Lascia il tuo commento!Hai trovato questo notizia interessante? Se vuoi dire la tua o qualsiasi altra cosa ti venga in mente, lascia il tuo commento! N.B. Tutti i campi sono obbligatori |
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