RFID - Identificazione automatica a radiofrequenza.
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Home Page » Notizie sull'RFID » Soluzioni RFID » Basta punture. La glicemia la misura l'RFID
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4 Ottobre 2007 - Basta punture. La glicemia la misura l'RFIDin "Soluzioni RFID"In via di realizzazione un chip RFID che, una volta impiantato, mantenga costantemente sotto controllo la percentuale di glucosio nel sangue dei pazienti diabetici.Nonostante le feroci polemiche sorte in questi ultimi mesi, non si fermano i progetti di ricerca che riguardano l'utilizzo di chip RFID impiantati all'interno del corpo di esseri umani. Se da un lato sembra infatti essere leggermente diminuito l'interesse ad un loro utilizzo come puri sistemi di riconoscimento, dall'altro parte della comunità scientifica internazionale continua a credere che possano rivestire un ruolo primario come strumenti di monitoraggio delle condizioni di salute del portatore. A questo proposito segnaliamo una notizia proveniente dalla Florida, pubblicata proprio in questi giorni sulle pagine del sito RFID Weblog, riguardante una nuova possibile applicazione medica dei chip RFID impiantati. VeriChip, leader a livello mondiale nel campo degli impianti umani RFID, ha infatti rilasciato proprio in questi giorni un comunicato stampa tramite il quale ha annunciato di stare lavorando a un nuovo prodotto dedicato a tutte le persone che soffrono di diabete. La maggior parte di coloro che sono affetti da questa patologia hanno la necessità di effettuare frequentemente il controllo della glicemia, ovvero la percentuale della presenza del glucosio all'interno del sangue. Questa operazione, sebbene negli anni sia diventata sempre più rapida e gestibile in totale autonomia, è ancora discretamente invasiva: per realizzarla è infatti necessario farsi una piccola puntura su una delle dita, prelevare una goccia di sangue con un striscetta codificata e inserirla all'interno di un apparecchio portatile, che la analizza e comunica i risultati. Certamente un'abitudine non piacevole per chi è costretto a farlo molto di frequente, oltre al fatto che i risultati, influenzati da possibili fattori ambientali e errori nella procedura, rischiano di non essere perfettamente accurati. Per superare questa situazione, VeriChip, i cui chip RFID ricordiamo sono già stati impiantati - per ragioni mediche o di identificazione- nel corpo di oltre 2.000 cittadini americani, ha stretto un accordo con l'azienda specializzata nello sviluppo di applicazioni biomediche Receptors Inc. per sviluppare una soluzione totalmente RFID based che consenta un agevole controllo del livello di glucosio. Il progetto prevede l'impiego di un bio-sensore dotato di un minuscolo chip RFID che, una volta impiantato, analizzi la presenza e la quantità di zuccheri nel sangue. L'analisi effettuata non è costante e continuativa, ma viene effettuata "su richiesta" al momento della lettura dello scanner RFID, che in seguito visualizza i risultati su un display: in questo modo è possibile pensare di utilizzare sensori autoalimentati direttamente grazie all'energia di lettura, e quindi privi di batteria. Un'applicazione potenzialmente molto interessante, attualmente ancora in fase di studio in vista del rilascio dei primi prototipi funzionanti nel giro di 6 o 12 mesi, ma che dovrà molto probabilmente fare i conti con l'ostilità generalmente diffusasi nei confronto dell'utilizzo di chip RFID all'interno del corpo umano. Il pronunciamento del senato della California, che abbiamo segnalato all'inizio di settembre, e la pubblicazione della ricerca ipotizzante una correlazione tra l'impianto di chip RFID e l'insorgenza anomala di tumori maligni, anch'essa segnalata su queste stesse pagine, non hanno certo arrestato l'ambito di sperimentazione, ma hanno palesato la necessità di test e controlli più severi ed accurati, che offrano garanzie assolute di sicurezza, sia in termini fisici che di privacy. Lascia il tuo commento!Hai trovato questo notizia interessante? Se vuoi dire la tua o qualsiasi altra cosa ti venga in mente, lascia il tuo commento! N.B. Tutti i campi sono obbligatori |
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