RFID - Identificazione automatica a radiofrequenza.
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Home Page » Notizie sull'RFID » Soluzioni RFID » Ciliegie italiane sempre fresche grazie all'RFID
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10 Agosto 2007 - Ciliegie italiane sempre fresche grazie all'RFIDin "Soluzioni RFID"Sperimentato in Emilia Romagna e in Liguria un sistema a radiofrequenza sviluppato dall'Università di Parma per controllare la frutta "dal produttore al consumatore".Non molti giorni fa avevamo messo in evidenza con piacere la notizia dell'innovativo sistema RFID utilizzato dall'azienda torinese Griva Spa. Oggi è il turno di un nuovo annuncio riguardante l'implementazione di progetti a radiofrequenza nel nostro paese. I laboratori RFID dell'Università di Parma, una delle strutture più all'avanguardia nel settore, hanno completato la prima fase di test del sistema di tracking della catena del freddo della frutta fresca. Per la sperimentazione è stato analizzato il percorso compiuto dalle ciliegie coltivate dall'azienda agricola Apo Conerpo fino ai punti vendita dei supermercati Conad. Il progetto pilota ha coinvolto 6 negozi tra le città di Modena e Albenga e aveva come obiettivo il monitoraggio delle temperature di conservazione della frutta lungo la catena distributiva nella sua interezza, al contrario di altre iniziative simili che si concentravano solo su un punto particolare del processo. Durante il mese di sperimentazione, i partner dell'Università di Parma hanno provveduto a taggare circa 120 contenitori di platica riutilizzabili con dei sensori di temperaturatura RFID semi-attivi a 13,56 Hz prodotti dalla Montalbano Technology. Una volta attivato, al momento della raccolta delle ciliegie, il tag comincia a immagazzinare informazioni circa la temperatura delle confezioni e i tempi delle singole fasi di stazionamento. Al momento della vendita al dettaglio, invece, il negoziante provvede a disattivare il tag, a scaricare i dati grazie al proprio lettore in dotazione e a inviarli via mail al CED dell'Università di Parma, dove i ricercatori possono analizzarli. Il negoziante si occupa anche di spedire fisicamente ai laboratori anche i contenitori taggati vuoti, perchè possano essere riutilizzati. Secondo i risultati illustrati dal professor Antonio Rizzi, docente del dipartimento di ingegneria dell'Università di Parma nonché coordinatore del progetto RFID dell'ateneo emiliano, già nel corso del mese di sperimentazione il nuovo sistema ha consentito di evidenziare alcune criticità lungo la supply chain, come errate modalità di trasporto e tempi di immagazzinamento in attesa della messa in vendita di gran lunga superiori al previsto. Il progetto italiano ha suscitato un grande interesse, anche a livello internazionale: un bel riconoscimento per un'iniziativa che prevede di aiutare a migliorare la qualità del cibo fresco, e quindi a decadimento rapido, che arriva ogni giorno sulle nostre tavole. Lascia il tuo commento!Hai trovato questo notizia interessante? Se vuoi dire la tua o qualsiasi altra cosa ti venga in mente, lascia il tuo commento! N.B. Tutti i campi sono obbligatori |
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