RFID - Identificazione automatica a radiofrequenza.
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Home Page » Notizie sull'RFID » Varie » Cosa fare e cosa non fare quando si decide di adottare l'RFID
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12 Gennaio 2006 - Cosa fare e cosa non fare quando si decide di adottare l'RFIDin "Varie"Zebra Technologies, una delle imprese leader del settore RFID, suggerisce alle aziende quali mosse evitare e quali indicazioni invece seguire, per implementare soluzioni RFID limitando gli errori e le perdite di tempo.Da fare - affidarsi direttamente a sistemi di seconda generazione (Gen2) anche se si stanno implementando per la prima volta sistemi RFID: i dispositivi Gen2 offrono significanti miglioramenti nella performance, nella precisione e nell'interoperabilità tra gli strumenti; è di scarsa utilità realizzare sistemi RFID di prima generazione, in quanto si andrebbe ad implementare una tecnologia “superata”, perdendo ogni beneficio dato dall'innovazione. Da non fare - trascurare l'aspetto “base” dell'RFID, cioè la trasmissione dati: bisogna che le aziende abbiano ben presenti le condizioni fisiche ed ambientali nelle quali si andranno a costruire le infrastrutture per la radiofrequenza. Tutto questo perchè lo scopo di questa tecnologia è la comunicazione di dati tra i vari dispositivi, e solo una perfetta conoscenza degli spazi nei quali deve avvenire questa comunicazione, permette di realizzare soluzioni dalla massima efficienza. Da fare - ricercare e testare dispositivi Gen2 al fine di assicurarsi una perfetta interoperabilità: l'identificazione a radio frequenza è una tecnologia dall'alta flessibilità; bisogna però dotarsi di dispositivi che interagiscano tra di loro in maniera perfetta, trasmettendo quindi dati senza errori. Occorrerà quindi testare a fondo i componenti (antenne, reader, etichette) senza farsi condizionare, per quanto possibile, dal loro costo. Da non fare - realizzare soluzioni per il breve periodo: la radiofrequenza è il futuro, non è un ottimo metodo temporaneo per migliorare le performance della nostra azienda. Bisognerà quindi, anche a costo di rallentare i tempi di implementazione, creare soluzioni pensate per essere efficienti in un lungo periodo e sempre pronte ad adattarsi all'inevitabile evoluzione dell'RFID. Da fare – pianificare e supportare un ambiente multi-protocollo: non si pensi che il passaggio dalla Gen1 alla Gen2 segni il punto d'arrivo dell'identificazione a radio frequenza. I dispositivi di prima generazione saranno utilizzati fino al 2007 (quando è previsto l'esaurimento di questi prodotti), quelli di seconda sono destinati a diventare inesorabilmente, tra qualche tempo, superati da una “terza generazione”. E' quindi indispensabile realizzare sistemi multi-protocollo e non farsi trovare impreparati di fronte all'inevitabile cambiamento. C'è ben poco da aggiungere alle parole degli esperti di un'azienda che opera da oltre un decennio in ambito RFID; possiamo solo sottoscrivere le indicazioni di Zebra, nella speranza che chiariscano alcuni dubbi e favoriscano l'avvicinamento delle aziende a questa rivoluzionaria tecnologia. Lascia il tuo commento!Hai trovato questo notizia interessante? Se vuoi dire la tua o qualsiasi altra cosa ti venga in mente, lascia il tuo commento! N.B. Tutti i campi sono obbligatori |
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